NIS2: scadenze e obblighi per le PMI italiane nel 2026

La Direttiva NIS2 è pienamente operativa in Italia dal 2025 e nel 2026 l’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) ha avviato le prime verifiche di conformità sulle organizzazioni soggette alla normativa. Molte PMI italiane sottovalutano l’impatto: la NIS2 si applica a un numero molto maggiore di aziende rispetto alla precedente NIS, con sanzioni fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale.

Chi è soggetto alla NIS2

La direttiva si applica a organizzazioni con più di 50 dipendenti o fatturato superiore a 10 milioni di euro nei settori considerati critici: energia, trasporti, settore bancario, infrastrutture digitali, servizi ICT, pubblica amministrazione, e molti altri. Anche i fornitori di servizi IT e i system integrator che servono organizzazioni essenziali rientrano nell’ambito.

Le aziende soggette devono registrarsi sulla piattaforma ACN e implementare misure di sicurezza specifiche, tra cui: gestione del rischio cyber documentata, piani di risposta agli incidenti, sicurezza della supply chain ICT, e notifica degli incidenti significativi entro 24 ore.

Le misure tecniche obbligatorie

  • Politiche di gestione del rischio cyber con revisione annuale documentata
  • Autenticazione a più fattori (MFA) su tutti i sistemi critici
  • Cifratura dei dati sensibili in transito e a riposo
  • Piani di backup e disaster recovery testati periodicamente
  • Procedure di vulnerability management e patch management strutturate
  • Formazione periodica del personale sulla cybersicurezza

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